Tag Archive: Clarice Lispector


When I for the first time read Patrizia Disidoro's texts that I now am proud to offer to the readers of my blog as an appreciation of her qualities as the writer as a real artist, I was almost at once reminded of four quite different female authors of whose style and messages I seemed to have found traces in the prose pieces and poems you will find below:
There is the low-voiced wistfulness and controlled sadness of Simone de Beauvoir's Lettres à Nelson Algren (posthumously translated from La Beauvoir's original (in this case) English by her adoptive daughter (1). There is the straighforward psychological insightfulness of Carson McCuller's The Heart is a Lonely Hunter, which has become, of course and for good reasons an All-American – and not just Southern Gothic – classic. (2) There is to be encountered the amour fou sung by a highly poetic voice not unlike that of Ingeborg Bachmann's  Malina.(3) And, last but not least, the always surprising creativity of this queen of the Brasilian Noveau Roman, Clarice Lispector, at once hermetic and full-blooded in the uncompromising will to express herself the only way she can as in Um Sopro de Vida. (4)
In my introduction to my short introduction to Patrizia Disidoro's texts I used the word “traces“, implying that her voice is unique enough to deserve being heard on its own.
She has started writing a novel now and everyone who has ever tried the same will agree with me that encouragement is one of the most vital prerequisites to keep going on with this difficult endeavor.
So, please enjoy the read and don't hesitate to join me in encouraging her.
.....................................
(1) http://www.critiqueslibres.com/i.php/vcrit/5282
(2) http://www.indiebound.org/book/9780618526413 
http://cronacheletterarie.com/2012/11/12/il-cuore-e-un-cacciatore-solitario-di-carson-mccullers/
(3) http://www.dieterwunderlich.de/Bachmann_Malina.htm
(4) http://www.rocco.com.br/shopping/ExibirLivro.asp?Livro_ID=85-325-0948-7

.
.

poems and prose by Patrizia Disidoro

1. Sono il giudice dei miei errori deformi
il carceriere di fughe interrotte
la sentinella di rei pensieri.
Il chiodo che mi ha crocifissa
il fuoco in cui ardo
la tramontana in cui gelo
l’onda che mi accascia
il grido strozzato
il pianto nascosto.
La corda spezzata da una nota lontana
il suono impazzito di uno liuto stregato.
L’ombra rubata ad un sorriso dipinto.
Sono la tela strappata di un pittore mai nato.

2. Prima dell’alba
Vivi il sogno
accarezza i suoi pensieri con i tuoi
sfioragli i polsi con le labbra
custodiscine l’odore tra le dita.
E difendi il suo ricordo dai bagliori improvvisi
perché resti la tua opera d’arte
incisa tra quello che resta
di un cuore di vetro.

3. Frammenti

La solitudine di un cedevole sorriso
complice di mendicanti
attimi incompresi.
Sguardi turbati
da una platea distratta
un copione tra le dita
sciupato
a tratti illeggibile.


Un tango sospeso
melodia confusa
dissipata da un urlo imprecante.
E una sagoma definita
abbandonata tra cumuli
di sogni agognanti.

4. La signora dei fili
Poca luce nella sua stanza, che avvolgeva in pesanti tende di broccato. Arredamento in opprimente barocco, lumi antichi in ogni angolo e un imponente specchio di fronte alla sua poltrona in velluto amaranto. Già, la sua poltrona, quella su cui trascorse gli ultimi anni, insieme alla collera, al disgusto, alla refrattarietà verso la rassegnazione. Le sue distrazioni erano notturne, ricamava abiti, cambiava disposizione alle orribili bambole d’epoca, alla collezione di maschere, tra un caffè e una cibalgina. Quando si ammalò gravemente chiese alla figlia che aveva adottato di prometterle che nessuna cura le venisse somministrata, qualora avesse perso la facoltà di resistenza. Giorni spietati in piena coscienza, fino a uno degli ultimi palpiti, quando urlò il suo segreto, un nome, il suo amore impossibile, l’uomo a cui aveva dedicato il rammarico di una vita, la passione di un istante.

5.FORSE UN AMORE
Lui parlava, parlava, parlava, e lei intuì immediatamente che la sua vita non sarebbe stata più la stessa, con o senza di lui. Accarezzava i suoi pensieri, guardandolo in silenzio, con il viso tra le mani e un sorriso accennato. Poi si avvicinò, sfiorò gli angoli della sua bocca e lo baciò lentamente, dimenticando chi fosse e per quale magica eccezione si trovasse lì in quell’istante, con i seni roventi sul petto di un uomo che non aveva cercato, ma che aveva riconosciuto dal primo alito. E tremarono d’amore, sotto una luna indiscreta, come uno spioncino sul mondo. L’aurora li sorprese ancora avvolti tra i veli della notte, a cercar rifugio. Arrivò anche il tempo, riprese ogni attimo, dimenticando il rimorso.

6.Schegge di luce
trafiggono il mio sonno
e ti amo ancora
come prima di incontrarti.

7.Il canto delle cicale la stordiva in quel soffocante pomeriggio d’agosto, mentre guardava partire l’ultima carrozza. Prese la valigia e abbandonò la panchina. Tornò tra i suoi fogli disordinati, accese una sigaretta che lasciò consumare tra le dita sudate. Avrebbe voluto scrivergli che il suo amore sarebbe continuato per tutta la vita, ma non sapeva mentire. Capovolse la vecchia clessidra e sconfinò nella rumorosa solitudine di sempre. La sua.
Si muoveva nel suo abito, e flashback velocissimi attraversavano l’enorme sala, sotto i suoi occhi scuri.
Oh sì, sarebbe potuta salire su quella carrozza, raggiungere quell’uomo che le faceva rivivere emozioni già respirate, forse cercate. Quelle emozioni che lei non era riuscita a cancellare. Ogni suo gesto le ricordava lui, la sua passonialità, la sua irruenza, la sua bizzarra creatività. Ma si poteva definirlo amore? Un nuovo amore? Quanto sarebbe stato giusto continuare a mentirsi, a nascondere un ricordo mai sepolto? Continuare a lasciarsi spogliare da un fantasma, fare l’amore con lui e sudare del calore dell’altro?
Una folata di vento e volarono via i fogli dallo scrittoio. Sorrise, e pensò che un giorno avrebbe scritto dei suoi due amori: lui, infinito. E il suo
ricordo, eterno.

8. SEMPLICEMENTE TUA

Mi poserò sulla tua mano

con un tacito battito.

Brilleranno le mie ali

come sabbia al tramonto

e ci lasceremo morire

tra i veli di una notte

troppo a lungo attesa.


		
Advertisements

Today

Today, three books of Clarice Lispector arrived in my mailbox. In three different languages. I sat in a park drinking alcohol and those words, and I can not say what made ​​me more drunk.
Is it important? 😉

No!

“Haverá um ano em que haverá um mês, em que haverá um dia em que haverá uma hora em que haverá um minuto em que haverá um segundo e dentro do segundo haverá o não-tempo sagrado da morte transfigurada.

 

 

Eu escrevo como se fosse para salvar a vida de alguém.”

Provavelmente a minha própria vida. …

Clarice Lispector: Um Sopro de Vida

Drøm sødt

sittin in the morning sun
I’ll be sittin when the evenin come
watchin the ships roll in
then I watch them
roll away again…..

(Otis Redding: dock of the bay)

I’m sittin at the dock of a bay
watching time
rollin away…

Whistling my way out of a sunday so blue:

I’m rereading Steinbeck’s Tortilla Flat
in order to understand
myself
maybe.

I’m listening to
Rickie Lee
Jones
to may (it) be make
sense to my self.

Do you like it like that?
But I am as always carried away by her scats.

And, yes I got the boogie in my socks too!

And now the…

the woody&dutch situation enfolds
right in front of you

I read Nelly Sachs: Glühende Rätsel

glowing miracles.

Und die Farbe NICHTS sprach mich an:
and the color nothing talked to me:

Du bist jenseits

You’re dead already.

No, I’m not.

I stirr misunderstandings
hurting back to me.

But maybe I just do so because

I feel misunderstood by life.

Good Night America!

Oh my funny Valentine, drøm sødt

it is unfotographable

but I’ll give it a try.

May your night be shining sweetly
upon you dreaming!

Before we get into Coolsville again,
before we go into Nelly Sachs,
Jewish princess of the poems,
a voice so softly hurting,
before we go there

let me tell you this:

that
I adore.

And nothing but swet dreams is I have to offer
to
you.

Let me spell out
Clarice Lispector to you
and Alfred Döblin
and Dylan Thomas’
ballad of the long-legged bait.

Under the sea
and under its whirling
I see you now:

the beauty of doubts you are.

(We belong together and
Last Chance Texaco and Coolswill
are on my Jones list too: )

Before I start gettin back to
Nelly, that poisonous queen of poems.
let me
introduce you to

Coolsville:

Before I start writing my novel
which can happen anytime soon,
let me trance-late Nelly to you:

Let me describe now
the Blitzkrieg raids of my lovin
Rickie Lee Jones again she said so.

lucify me now!

Lou C Fair.

Let us swim in
an ocean of words
not Nipponese.

Let me tell you how
I wanna be read by you.

Stressing out delightful pain,
pointing out marvelous distress.

Hope you guess my name
and what’s puzzling you
is the nature of my game.

You can call me Lucifer.

And what’s puzzlin you
is the name of my game.

Are you still, as much as me,
afraid to die and go and leave
the people who love you
behind?

Are you still like me
afraid to die and
does not Epicurus’
words soothe you:

When death is around you will not be anymore?

The devilish diabolos
is cuckooing round the corner
so I’ll better start this shit
right way.

Drøm sødt!

%d bloggers like this: